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n Mugello e Montagna Fiorentina the heart of Tuscany
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  • Alla scoperta del Mugello e della Montagna Fiorentina
    I luoghi della famiglia Medici, i borghi,
    le ville storiche, i castelli

    La famiglia Medici è originaria del Mugello. Una leggenda narra che un loro primo antenato faceva il carbonaio e questi ebbe un figlio che diventò medico. Un’altra narra che in Mugello, al tempo di Carlo Magno, imperversava un gigante chiamato Mugello. Questi fu affrontato e ucciso da un coraggioso cavaliere di nome Averardo dei Medici che prima di morire scagliò sul suo avversario la mazza ferrata da cui pendevano le palle di ferro imprimendo sullo scudo di Averardo le famose palle che compongono lo stemma dei Medici. Questa è la leggenda. Nella realtà, bisogna risalire al 1201 per trovare Medici di nome Chiarissimo figlio di un certo Giambuono, membro del Consiglio del Comune. Sempre nell’ambito della buona borghesia troviamo, nel 1251, un altro Medici, Giovanni che partecipa alla guerra contro i Longobardi. Nel 1291 un Ardingo dei Medici diventa priore. Con Giovanni di Bicci, figlio di Averardo (morto di peste nel 1363) i Medici iniziano quella ascesa economica e politica che li porterà a essere una delle famiglie più ricche e influenti di Firenze. Uomini d’affari, ricchi banchieri, ma anche uomini di cultura, amanti dell’arte e delle lettere. Vollero fare del Mugello il loro biglietto da visita, il segno tangibile ed immortale della loro potenza politica. Un itinerario alla scoperta dei luoghi che li hanno visti protagonisti inizia da VAGLIA, porta di ingresso del Mugello per chi arriva da Firenze. Nella frazione di Pratolino si trova il Parco Mediceo di Villa Demidoff. La splendida tenuta fu acquistata nel 1569 dal Granduca Francesco I de’ Medici che affidò a Ferdinando Buontalenti il progetto di costruzione della villa, purtroppo distrutta in seguito dalla famiglia Lorena che l’ha poi venduta al principe russo Demidoff. All’interno del parco ci sono grotte artificiali, fontane e la maestosa statua-fontana de “L’Appennino” ideata dal Giambologna. (Parco aperto da aprile ad ottobre: giovedì, venerdì, sabato e festivi ore 10.00-20.00; da aprile a luglio chiusura prolungata alle ore 20.30, ottobre ridotta ore 19.00. Marzo: festivi ore 10.00-18.00. Per informazioni tel. 055/2760426 oppure 055/409427.) Entrando nel cuore del Mugello tappa obbligata a BARBERINO. In località Cafaggiolo, non lontano dal Lago di Bilancino, sorge uno dei simboli medicei per eccellenza: il Castello di Cafaggiolo. Fu la prima grande villa tra quelle realizzate da Michelozzo per la famiglia Medici. In origine caratterizzato da due altissime torri con ponte levatoio, muri di cinta e fossati, il Castello fu soprattutto luogo di svago e di riposo per la famiglia Medici. Ritrovi di caccia, feste, balli, ricevimenti di principi e di papi: Cafaggiolo ne ha viste davvero tante. Al tempo di Lorenzo il Magnifico Luigi Pulci, proprio nelle stanze del Castello, leggeva il suo Morgante, Lorenzino componeva le sue commedie, con Pico della Mirandola e con Marsilio Ficino si discuteva di filosofia. Lo stesso Lorenzo, dopo la congiura dei Pazzi, aveva mandato a Cafaggiolo la moglie Clarice Orsini in compagnia del Poliziano e dei suoi sette bambini. Nell’aprile del 1533 arrivava a Castello anche Caterina de’ Medici, intenta a ricevere Margherita d’Austria promessa sposa di Alessandro de’ Medici. E poi ancora feste per Giovanna d’Austria, sposa al granduca Francesco, Bianca Cappello ed Eleonora di Toledo che però, proprio all’interno della sua camera, a Cafaggiolo venne uccisa pugnalata dal marito durante il sonno. Nel ‘600 Ferdinando I, fra un ricevimento e l’altro, approfittava di Cafaggiolo per dedicarsi alla pesca in Sieve o alla caccia a Gagliano, non disdegnando una bella passeggiata con moglie e figli a Panna. In quel periodo non era raro vedere fanciulle e donne del popolo in compagnia di nobili “scatenate” in grandi balli sul prato della Villa. In tempi più recenti, era il maggio 1825, Cafaggiolo ha ospitato anche il Re e la Regina di Napoli. Nel 1864 fu venduto ai principi Borghesi ai quali, probabilmente, si devono molte modifiche come l’abbattimento di una torre ed il riempimento dei fossati. Notevole, nel parco circostante, un sequoia secolare portata, sembra, da Giovanni da Verrazzano dopo uno dei suoi viaggi oltre oceano. (Per gruppi prenotati è possibile abbinare alla visita degustazioni di prodotti tipici del Mugello, pranzi o cene, anche in orari diversi da quelli di abituale apertura. Orario di apertura al pubblico dal 15 aprile al 15 ottobre: mercoledì e venerdì 14.30-18.30 - sabato e domenica 10-12.30 / 14.30-18.30 dal 16 ottobre al 14 aprile: sabato e domenica 10-12.30 / 14.30-18.30.) Ma Cafaggiolo non è l’unico castello di Barberino. Bellissimo anche il Castello di Barberino costruito nell’XI secolo dalla famiglia dei Cattani di Cambiate da cui sembra derivare anche il nome del paese, dovuto allo stemma di questa famiglia che raffigurava una testa umana con tre barbe. Il castello, passato per tradimento nel 1351 sotto il patronato dell’arcivescovo di Milano Giovanni Visconti, venne distrutto l’anno seguente dalla Repubblica Fiorentina e poi saccheggiato nuovamente nel 1364 dai Pisani. Attualmente di proprietà privata e difficile da visitare, fu ricostruito nel XVII secolo dai discendenti della famiglia Cattani e non ha purtroppo mantenuto intatto alcun elemento dell’originale castello. In località Le Maschere, sempre a Barberino, si trova il Castello di Villanova, costruzione in stile neomedioevale edificata su parte dei ruderi di un castello preesistente. Della costruzione originale rimangono una torre, due porte (la principale dotata di scalinata in pietra) e qualche tratto delle mura lungo il terrapieno ovoidale sul quale sorgeva il fortilizio. L’edificio fu abbandonato a partire dalla Seconda Guerra Mondiale. Il primo restauro della torre con la porta e della scalinata è stato effettuato nel 1990 per evitarne il deterioramento. L’immobile, il viale di cipressi che incornicia l’ingresso e il parco sono stati oggetto di un notevole piano di recupero. (Visitabile su prenotazione: 333 6433493) In località Galliano il Palazzaccio testimonia il passato storico di Barberino. Antica residenza della potente famiglia degli Ubaldini, scesi qui dall’Appennino per conquistare il Mugello, il Palazzaccio ha assunto oggi la fisionomia di una grande casa padronale; caratteristico il pozzo, appena superata l’entrata, così come il cortile d’ingresso. Molto bello anche il camino in pietra che si trova nella sala principale. Da Galliano, in direzione di Sant’Agata (comune di Scarperia) si raggiunge facilmente Villa Lo Sprocco. Un nome curioso per una villa che ha sulle spalle oltre 500 anni di storia. Leggenda vuole che la Villa, oggi proprietà privata, sia sempre stata baciata dal primo raggio di sole e dall’ultima stilla di tramonto, come il primo germoglio della vallata e da qui “sprocco”, che deriva dal fiorentino antico germoglio. La prima costruzione risale al 1400, furono Lorenzo e Giovanni de’ Medici a volerla per poi rivenderla nel 1494, per 383 fiorini, alla famiglia Ducci. Dopo la morte di Teresa Ducci la villa passò al figlio di lei, il nobile Roberto Gherardi. Ancora un passaggio di proprietà fino a quando la ricevette in eredità al Conte Sassoli de’ Bianchi, discendente dei Medici. Inserita in un ampio parco caratterizzato da alberi, “Lo Sprocco” conserva anche un raro esemplare di faggio rosso che si suppone abbia 450 anni. Si arriva quindi a SCARPERIA dove il trecentesco Palazzo dei Vicari raccoglie sulla facciata le tracce del potere mediceo. Costituito da un massiccio ed allungato corpo centrale, l’edificio è sede di un prezioso archivio storico e ospita il Museo dei Ferri Taglienti. In via Roma merita uno sguardo anche il Torrino, torrione d’angolo di sud-ovest della cinta muraria eretta dal 1305 al 1370 dalla Repubblica Fiorentina per difendere il Castello di Scarperia. Recenti scavi hanno permesso il ritrovamento di un camminamento medievale. (Informazioni tel. 055846253). Non lontano dal centro storico la settecentesca Villa Il Palagio, circondata da un parco secolare nel quale spicca l’abete della California. Vi hanno sostato personaggi illustri come Giacomo Stuart re d’Inghilterra, Augusto II re di Polonia e Francesco Lorena con la moglie Maria Teresa d’Austria. A SAN PIERO A SIEVE si trovano altre evidenti tracce del passaggio della famiglia Medici. Il Castello del Trebbio, ad esempio. Situato sul poggio omonimo, un tempo sede del trivio romano voluto dal console Caio Plamino nell’anno 187 a.C., in una pausa della campagna militare contro i Liguri, il forte Ubaldino datato anno 100, fu ristrutturato in abituro fortificato fra il 1427 e il 1431 dal Michelozzo, su commissione di Cosimo dei Medici, capostipite della famiglia granducale. Nella sua veste di villa-castello il trebbio aveva una funzione agricola, in quanto al centro di una vasta proprietà, e di residenza, soprattutto in occasione dele battute di caccia. Vi dimorò Giovanni dalle Bande Nere con la moglie Maria Salviati, Cosimo Duca di Firenze e vi soggiornò anche Amerigo Vespucci. Il massiccio corpo quadrato, sovrastato da un’alta torre merlata con base a scarpa, è circondato da cipressi secolari ed un bel giardino all’italiana con ampie terrazzature ad orto ed un bel pergolato su pilastri con mattoni a visita. Visite guidate la mattina nei giorni di martedì, mercoledì, giovedì, venerdì solo per gruppi. Info: tel. 0558458793. Nel cuore del paese si trova la Fortezza di San Martino. Fu disegnata dall’architetto Bernardo Buontalenti (ha progettato tra le altre cose la pianta della città di Livorno) per volere del Granduca Cosimo I de’ Medici. La prima pietra sembra sia stata posta nel 1569; in origine, entro il perimetro irregolare delle mura, vi furono realizzate cisterne, sotterranei abitabili, magazzini, fucine, mulini a vento, armerie e forni per fondere cannoni visto ovviamente lo scopo difensivo e militare della costruzione, punto strategico di notevole importanza. Merita una passeggiata intorno alle mura, il panorama che si gode di lassù è uno dei più belli della vallata. Uscendo da San Piero in direzione di Scarperia si trova Villa Le Mozzete. Circondato da 20.000 metri quadrati di giardino all’inglese con alberi secolari, l’edificio, oggi proprietà privata, risalirebbe al 1300; fu poi ingrandito e modificato dai Medici. Ed è probabilmente proprio ai Medici che si deve il nome della villa: la costruzione originaria era costituita da una torre di avvistamento che venne poi “mozzata” in seguito ad una sconfitta militare. Successivamente la proprietà della villa, che è andata ad assumere sempre più l’aspetto di una grande dimora di campagna, passò ai Bardi, alla famiglia Rinuccini e poi ai Corsini, attuali proprietari. Alle Mozzete non sono mancati ospiti illustri: il 5 settembre 1880, accolto dalla Marchesa Eleonora Rinuccini-Corsini, vi sostò Vittorio Emanuele II che già conosceva “Le Mozzete” dopo esservi fermato in occasione di alcune manovre militari. Anche Umberto I ha dormito a San Piero, di ritorno da Panna sempre in seguito ad alcuni interventi militari. Al suo interno, sobrio ed elegante, si trovano il “salotto azzurro”, una bella sala da pranzo ed una sala da ballo; completano il tutto un guardaroba ed una Cappella che si affaccia su di un grande prato. Famosissimo è il “Cedro delle Mozzete”, cedro del Libano catalogato come uno dei 100 alberi più belli d’Italia. Quasi di fronte a Villa le Mozzete troviamo il bivio per Bosco ai Frati, convento antico che, tradizione vuole, sia stato donato dalla nobile famiglia degli Ubaldini a San Francesco d’Assisi nel 1206. Nel 1420 fu acquistato da Cosimo de’ Medici. Chiesa e convento furono riedificati su disegno di Michelozzo Michelozzi (autore di Palazzo Medici-Riccardi a Firenze). Al suo interno conserva un pregevole altare in legno intagliato, statue tardo rinascimentali e, custodito nella “stanza dei Medici”, il famosissimo Crocifisso ligneo di Donatello. Aperto tutti i giorni: per informazioni tel. 055848111. Da San Piero pochi chilometri ci separano da BORGO SAN LORENZO. Il centro storico, con la caratteristica Via Malacoda, racchiude le tracce delle mura trecentesce (Via San Martino, Porta Fiorentina, Torre dell’Orologio); notevole il Palazzo dei Podestà costruito nel XIII secolo, decorato con stemmi in pietra e ceramica. La splendida Villa Pecori-Giraldi è una delle tappe dell’itinerario Liberty, stile artistico che proprio a Borgo San Lorenzo ha trovato uno dei massimi rappresentanti in Galileo Chini. Poco prima dell’abitato di Luco notevole la Villa Frescobaldi a Corte, anticamente proprietà dei Fontebuoni, circondata da un vasto parco di conifere. Prendendo la Via Faentina, per Ronta, passata località Panicaglia si trova una strada a sinistra che porta ad un altro prezioso edificio ottocentesco, Villa di Striano con i suoi bellissimi loggiati, scale esterne, grotte ed una stupenda limonaia. Ville dal passato importante si trovano anche in comune di VICCHIO. La Villa di Casole dove soggiornò più volte il Carducci, la Villa di Pesciola, antica sede degli Ubaldini e la Villa di Campestri dove, nel 1147, sostò Sant’Antonino. Ma Vicchio è famosa soprattutto per aver dato i natali al grande pittore Giotto (la sua casa Natale si trova a Vespignano) e a Cimabue. Sul torrente Ensa c’è il ponte di Ragnaia, meglio conosciuto come Ponte di Cimabue dove, secondo la tradizione, il Maestro ebbe modo di apprezzare le doti pittoriche del giovane Giotto. Le balze di Vicchio segnano il naturale confine tra Mugello e Valdisieve e quindi Montagna Fiorentina. Terra di confine il comune di DICOMANO sviluppatosi intorno al vecchio borgo di Valfonda, un tempo luogo di mercato e di scambio per la vicinanza con la Romagna. In località Frascole notevoli scavi archeologici hanno riportato in luce resti di un grande tempio etrusco e vari reperti. I boschi di castagno di SAN GODENZO sono lo scenario per itinerari a stretto contatto con la natura. Nella seconda metà del ‘700 i percorsi che portavano da Firenze in Romagna e la gran parte delle strade di valico appenniniche erano delle mulattiere; toponimi inquietanti come “prato dell’impiccato” testimoniano della difficoltà dei viandanti ad attraversare queste zone. Nel 1836, per volere del Granduca Leopoldo II, viene realizzata la “rotabile” del Muraglione. Il nome deriva dal “muro a vela” che venne fatto costruire sulla sommità del passo per riparare il traffico dal vento. SEGUE A PAG. 12 A LONDA il borgo di epoca medievale detto “Isola” fu costruito alla confluenza del torrente Rincine con il fiume Moscia, fu cambiato successivamente in “L’Onda”, fino all’attuale. Presenze etrusche sono testimoniate dalla bellissima Stele di Londa del V secolo a.C. oggi conservata presso il Museo Archeologico di Firenze. Il lago, bacino artificiale sulle acque del Rincine, è punto di riferimento per manifestazioni folcloristiche. Londa e San Godenzo sono due porte di accesso del Parco Naturale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, A Castagno d’Andrea il tema caratteristico del Centro Visita è la storia del Falterona, il monte “sacro” che ha influenzato la vita delle piccole comunità di questa zona. A Londa il Centro Visita è incentrato sul paesaggio. Più a valle si arriva tra i vigneti del Chianti RUFINA sui quali spicca la Villa Poggio Reale. Costruita nella seconda metà del XVI secolo, sembra su disegno di Michelangelo. Mantiene viva la tradizione architettonica rinascimentale, oggi è sede del Museo della Vite e del Vino e dell’Enoteca del Chianti Rufina. In località Selvapiana la villa omonima si sviluppa intorno all’alta torre medievale; il tabernacolo è un esempio di architettura minore del quattrocento; nel Medioevo fu luogo di villeggiatura dei vescovi di Firenze. Un bellissimo esempio di giardino all’italiana è custodito all’interno di Villa I Busini; iscritta all’Albo delle dimore storiche, fu eretta dalla stessa famiglia Busini nel XV secolo sul luogo di una torre medievale non più esistente. In località Castiglioni il notevole Castello, posto in posizione dominante la Valdisieve con le alte mura frammezzate da torri, ha conservato la caratteristica di struttura fortificata. Alla confluenza tra Sieve e Arno si trova PONTASSIEVE. Nella zona alta dell’abitato è possibile individuare alcune parti della cinta muraria della quale rimangono la Porta Fiorentina e la Porta Aretina. Fuori da questa si è sviluppato il vecchio borgo che costeggiava la Sieve e giungeva al Ponte Mediceo costruito, forse su progetto di Bartolomeo Ammannati, nel 1555 per volere di Cosimo I dei Medici. Antiche Ville e Castelli caratterizzano i dintorni di Pontassieve. E’ il caso del Castello di Torre a Decima, imponente edificio di epoca medievale dove visse per un certo periodo S. Maria Maddalena dei Pazzi. Qui sembra si sia siano rifugiati i Pazzi dopo la fallita congiura contro i Medici. Nei sotterranei del castello vaste cantine con botti di legno di rovere. Non lontano il Castello del Trebbio (Santa Brigida) appartenuto alla famiglia dei Pazzi, eretto nel XIII secolo. Nel 1465 Andrea del Castagno ne dipinse la cappella. Secondo la tradizione nel castello venne ordita la congiura che portò all’uccisione di Giuliano dei Medici nel 1478. Tra le Ville spiccano la deliziosa Villa di Pievvecchia caratterizzata da alcuni merli in facciata, la Villa Gondi a Grignano, dimora dei Marchesi Gondi, circondata da un splendido parco, Villa Le Fonti a Pagnolle (sulla strada che da Monteloro conduce al Sasso), elegante edificio rinascimentale attribuito alla scuola del Buontalenti; all’interno un elegante camino quattrocentesco e un lavabo del ‘500. Straordinaria anche Villa Martelli a Gricigliano (XV-XVI secolo), con nella facciata un elegante loggiato che si apre su una lunga peschiera rettangolare sormontata da un piccolo ponte che dà accesso al piazzale dove si trova una piccola grotta rustica. In posizione più elevata PELAGO sorge intorno al nucleo dell’antico Castello dei Conti Guidi del XI secolo. Notevole la Chiesa di San Clemente nel cuore del centro storico, elevata a pieve nel 1413. Nei dintorni il bellissimo Castello di Nipozzano, feudo dei Conti Guidi, dall’XI secolo faceva parte di un sistema di castelli che controllavano la confluenza di Arno e Sieve. Intorno al castello il borgo, interessante esempio di aggregazione feudale, è formato da numerosi annessi e casali rurali in pietra alberese che conservano caratteri tardo medievale. A Ristonchi rimane il cassero dell’omonimo castello citato fino dal 1081 e appartenuto al Monastero di Vallombrosa. Ad Altomena il castello appartenuto ai Conti Guidi è stato trasformato in una grande villa-fattoria, assorbendo tutte le preesistenze medievali. Nel comune di Pelago si trova anche Consuma, nota località turistico-climatica ricordata fin dall’antichità. Nel sud della Montagna Fiorentina REGGELLO, nato come “mercatale” all’incrocio di importanti vie di collegamento tra il Valdarno e Firenze. Molto bello il centro storico con i loggiati seicenteschi ed il Palazzo comunale. Nei dintorni la splendida Villa I Bonsi del ‘400, ceduta ai frati del Carmine nel ‘600 e trasformata in convento, tornata con la famiglia Budini Gattai alle sembianze di castello. All’interno un antico frantoio, particolarmente suggestiva l’orciaia con manufatti del XIX secolo. In località Pitiana Alta, la cui esistenza è documentata dal 1039, si trova Villa Pitiana dalla bella facciata monumentale. Sulla via Cassia il Castello di Sammezzano acquistato dal Cavalier Ferdinando Ximenes, circondato da un parco secolare. Splendida anche la Villa Medicea I Mandri che conserva la struttura cinquecentesca originaria della casa; nel giardino interno un antico ed ingegnoso sistema di irrigazione per tracimazione realizzato con vasche in pietra serena. Nel comune di Reggello si trova l’Abbazia di Vallombrosa. Giovanni Gualberto, fondatore dell’ordine, giungeva a Vallombrosa nel 1036: il suo primo rifugio fu un faggio che, secondo la tradizione, intrecciò i suoi rami per ripararlo. Inizia così la lunga storia di questo sito religioso, oggi luogo di preghiera e raccoglimento; la foresta di Vallombrosa è dichiarata riserva naturale e si deve ai monaci la straordinaria ricchezza della vegetazione, base fondamentale di studi forestali.

  • Discovering Mugello and the Montagna Fiorentina
    The Medici Family,
    its Historic Villas and Castles

    The Medici family has its origins in Mugello. Legend has it that one of their ancestors was a coal merchant who had a child that became a doctor. Another legend states that in Mugello, at the time of Charlemagne, there lived a giant by the name of Mugello and that he was challenged and killed by a courageous knight called Averardo dei Medici but before he died, he threw his club from which hung five iron balls against his adversary leaving the imprint on his sheild of the five balls which make up the Medici crest today. These, however, are all legends. Historically speaking, we need to go back to 1201 in order to find the name Chiarissimo Medici who was the son of a certain Giambuono, member of the town council. In 1251, we find another Medici, Giovanni who participated in the Lombard War. In 1291, Ardingo dei Medici became a prior. With Giovanni di Bicci, son of Averardo (who died of the plague in 1363), the Medici begin their rise to economic and political power which will make them one of the richest and most affluent Florentine families. Businessmen and wealthy bankers, the Medici were also men of culture and patrons of art and literature. They wished to make Mugello their calling card, a tangible and immortal sign of their political power. Our itinerary begins in Vaglia, the entranceway to Mugello for those coming from Florence. In the town of Pratolino we find the Parco Mediceo di Villa Demidoff. This splendid property was purchased in 1569 by Granduca Francesco I de’ Medici who commissioned the building of the villa to Ferdinando Buontalenti. Unfortunately, the villa was later destroyed by the Lorena family who eventually sold the property to the Russian Prince Demidoff. The inside of the park contains artificial grottos, fountains and the majestic statue fountain called “L’Appennino” a work of Giambologna. (The park is open from April thru October: Thursday, Friday, Saturday and holidays from 10a.m-8p.m.; From April to July closing time is 8:30p.m., October: 7p.m.. March: 10a.m.- 6p.m. (Sunday and holidays only) For info call: 055/2760426 or 055/409427.) Entering into the heart of Mugello we find Barberino. In the locality of Cafaggiolo, not far from Bilancino Lake, we find one of the Medici symbols per excellence, the Castello di Cafaggiolo. It was the first important villa built by Michelozzo for the Medici. The castle was originally characterized by two high towers connected by a drawbridge, enclosure walls and moats was used as a country home by the Medici family. The estate was a hunting reserve where several parties, balls and receptions were held in honor of princes and popes. At the time of Lorenzo the Magnificent, Luigi Pulci read his Morgante in the castle rooms, Lorenzino wrote his plays and discussed philospphy with Pico della Mirandola and Marsilio Ficino. Lorenzo, after the failed Pazzi plot, sent his wife Clarice Orsini to the castle in the company of Poliziano and his seven children. In April 1533, Caterina de’ Medici, arrived at the castle with the intention of receiving Margherita d’Austria, future bride of Alessandro de’ Medici. Other great partis were held in honor of Giovanna d’Austria, who was to marry the grand duke Francesco, Bianca Cappello and Eleonora di Toledo who, nfortunately, was stabbed to death by her husband in her room at Cafaggiolo while she slept. In ‘600 Ferdinando I, between one party and another, enjoyed fishing along the banks of the Sieve or hunting in Gagliano as well as taking long walks in the countryside at nearby Panna with his wife and children. During this time, it was not unusual to find young girls and noblewomen dancing in the gardens of the castle. More recently in May 1825, Cafaggiolo hosted the king and queen of Naples. In 1864 it was sold to the Borghesi princes who, probably, are responsible for torn down one of the towers and filled in the moats. Of particular note in the surrounding park is a large sequoia... SEGUE A PAG. 13 ...which was supposedly brought to Mugello by Giovanni da Verrazzano after one of his many voyages on the other side of the ocean. (Groups wishing to tour the castle can also sample local products from Mugello, organize lunch or dinner parties reserving in advance. Opening hours April 15 - October 15: Wednesday and Friday from 2:30p.m.-6:30p.m./Saturday and Sunday 10a.m.-12:30 p.m./2:30p.m.-6:30p.m. From October 16 - April 14: Saturday and Sunday 10a.m.-12:30p.m./2:30p.m.-6:30p.m. Cafaggiolo is not the only castle in Barberino. The Castello di Barberino is also noteworthy having been built by the Cattani di Cambiate family in the 11th century. It would seem as though the name of the town was taken from the castle since the family crest shows a human head with three beards. The castle, due to betrayal, passed into the hands of the Archbishop of Milan, Giovanni Visconti in 1351, was destroyed by the Florentine Republic in 1364 and a year later was robbed again by the Pisans . It is now private property and very difficult to visit. It was reconstructed in the 17th century by the descendants of the Cattani family, however, many of the original elements of the castle were not maintained. In the locality of Le Maschere, in Barberino, we find the Castello di Villanova, built in the Neomedieval style upon the ruins of a pre-existing castle. The remains of the original building are a tower, two doors and some walls which were part of the fortress. The building was abandoned after the Second World War. The first restoration was done in 1990 to avoid further deterioration. The castle is surrounded by cypress trees. (The castle may be visited by calling 333/6433493.) The Arno and Sieve rivers converge at the town of PONTASSIEVE. At the highest point of the town, it is possible to see the remains of the ancient city walls at two specific points, the Porta Fiorentina and the Porta Aretina. Outside the walls the old town was built upon the banks of the Sieve and included the bridge, Ponte Mediceo which is thought to have been projected by Bartolomeo Ammannati in 1555 at the request of Cosimo I dei Medici. The surrounding countryside is dotted with many ancient villas and castles. The Castello di Torre a Decima, is a majestic Medieval castle where S. Maria Maddalena dei Pazzi lived for a period of time. Evidence suggests that the Pazzi family took refuge in the castle after the failed attempt to overthrow the Medici. The cellars of the castle are full of ancient oaks casks. Not far away we find the Castello del Trebbio (Santa Brigida) a castle belonging to the Pazzi family built in the 13th century. In 1465, Andrea del Castagno painted the chapel. According to legend, the plot that eventually led to the demise of Giuliano dei Medici in 1478 was planned here. Amongst the most beautiful villas of the area are the Villa di Pievvecchia which is characterized by merlons on the façade; the Villa Gondi a Grignano, home of the Marchesi Gondi, surrounded by a splendid park; Villa Le Fonti a Pagnolle (on the road from Monteloro to Sasso), an elegant Renaissance structure attributed to the Buontalenti school. The Villa Martelli at Gricigliano (15th–16th century), is of particular note. An elegant loggia with a rectangular pool containing goldfish opens onto a small footbridge leading to a square where you will find a small grotto. Higher up we find the town of PELAGO built on the land surrounding the ancient 11th century castle, Castello dei Conti Guidi. Of particular note is the Chiesa di San Clemente in the heart of the historic center. Closeby is the beautiful Castello di Nipozzano, which belonged to the feudal estate of Conti Guidi; during the 11th century it was part of a group of castles which strategically controlled the converging Arno and Sieve Rivers. The castle is an interesting example of the feudal system and surrounding it are several rural stone homes of the late Medieval period. At Ristonchi are the remains of a fort dating back to 1081 which belonged to the Vallombrosa Monastery. At Altomena the castle that belonged to the Conti Guidi is now a large agricultural property with a villa sweeping away all traces of its Medieval roots. Also in the territory of Pelago, we find Consuma, a noted tourist area since ancient times. In the south of the Montagna Fiorentina is REGGELLO, originally an important trading center given its location at the crossroads of Valdarno and Florence. Of particular note is the historic center of the town with its 16th century loggias and the Palazzo comunale, Town Hall. Nearby the splendid Villa I Bonsi, built in the 14th century, donated to the Carmine Monks in the 16th century when it became a monastery. When the property came into the hands of the Budini Gattai family it was brought back to its original appearance as a castle. The inside of the villa contains an ancient olive press and a particularly interesting terra cotta jar from the 19th century. In the locality of Pitiana Alta, whose existence is documented back to 1039, we find Villa Pitiana with its majestic façade. On the Via Cassia, the Castello di Sammezzano purchased by Cavalier Ferdinando Ximenes, is surrounded by a century old park. The splendid Villa Medicea I Mandri preserves its 15th century original structure; the inside gardens have an ingenious irrigation system with stone tubs. Closeby in Reggello we find the Abbazia di Vallombrosa, the Vallambrosa Monastery. Giovanni Gualberto, founder of the order, arrived at Vallombrosa in 1036; his first refuge was beech tree that, legend has it, embraced him with its branches in order to protect him. Today the monastery is a place of retreat and prayer. The forest of Vallembrosa is a natural reserve rich in vegetation thanks to the monks who have cultivated it over the centuries.