-
Alla
scoperta del Mugello e della Montagna Fiorentina
I luoghi della
famiglia Medici, i borghi,
le ville storiche, i castelli
La famiglia Medici è originaria del Mugello. Una leggenda narra che
un loro primo antenato faceva il carbonaio e questi ebbe un figlio che
diventò medico. Un’altra narra che in Mugello, al tempo di Carlo
Magno, imperversava un gigante chiamato Mugello. Questi fu affrontato
e ucciso da un coraggioso cavaliere di nome Averardo dei Medici che
prima di morire scagliò sul suo avversario la mazza ferrata da cui
pendevano le palle di ferro imprimendo sullo scudo di Averardo le
famose palle che compongono lo stemma dei Medici. Questa è la
leggenda. Nella realtà, bisogna risalire al 1201 per trovare Medici
di nome Chiarissimo figlio di un certo Giambuono, membro del Consiglio
del Comune. Sempre nell’ambito della buona borghesia troviamo, nel
1251, un altro Medici, Giovanni che partecipa alla guerra contro i
Longobardi. Nel 1291 un Ardingo dei Medici diventa priore. Con
Giovanni di Bicci, figlio di Averardo (morto di peste nel 1363) i
Medici iniziano quella ascesa economica e politica che li porterà a
essere una delle famiglie più ricche e influenti di Firenze. Uomini d’affari,
ricchi banchieri, ma anche uomini di cultura, amanti dell’arte e
delle lettere. Vollero fare del Mugello il loro biglietto da visita,
il segno tangibile ed immortale della loro potenza politica. Un
itinerario alla scoperta dei luoghi che li hanno visti protagonisti
inizia da VAGLIA, porta di ingresso del Mugello per chi arriva da
Firenze. Nella frazione di Pratolino si trova il Parco Mediceo di
Villa Demidoff. La splendida tenuta fu acquistata nel 1569 dal
Granduca Francesco I de’ Medici che affidò a Ferdinando Buontalenti
il progetto di costruzione della villa, purtroppo distrutta in seguito
dalla famiglia Lorena che l’ha poi venduta al principe russo
Demidoff. All’interno del parco ci sono grotte artificiali, fontane
e la maestosa statua-fontana de “L’Appennino” ideata dal
Giambologna. (Parco aperto da aprile ad ottobre: giovedì, venerdì,
sabato e festivi ore 10.00-20.00; da aprile a luglio chiusura
prolungata alle ore 20.30, ottobre ridotta ore 19.00. Marzo: festivi
ore 10.00-18.00. Per informazioni tel. 055/2760426 oppure 055/409427.)
Entrando nel cuore del Mugello tappa obbligata a BARBERINO. In
località Cafaggiolo, non lontano dal Lago di Bilancino, sorge uno dei
simboli medicei per eccellenza: il Castello di Cafaggiolo. Fu la prima
grande villa tra quelle realizzate da Michelozzo per la famiglia
Medici. In origine caratterizzato da due altissime torri con ponte
levatoio, muri di cinta e fossati, il Castello fu soprattutto luogo di
svago e di riposo per la famiglia Medici. Ritrovi di caccia, feste,
balli, ricevimenti di principi e di papi: Cafaggiolo ne ha viste
davvero tante. Al tempo di Lorenzo il Magnifico Luigi Pulci, proprio
nelle stanze del Castello, leggeva il suo Morgante, Lorenzino
componeva le sue commedie, con Pico della Mirandola e con Marsilio
Ficino si discuteva di filosofia. Lo stesso Lorenzo, dopo la congiura
dei Pazzi, aveva mandato a Cafaggiolo la moglie Clarice Orsini in
compagnia del Poliziano e dei suoi sette bambini. Nell’aprile del
1533 arrivava a Castello anche Caterina de’ Medici, intenta a
ricevere Margherita d’Austria promessa sposa di Alessandro de’
Medici. E poi ancora feste per Giovanna d’Austria, sposa al granduca
Francesco, Bianca Cappello ed Eleonora di Toledo che però, proprio
all’interno della sua camera, a Cafaggiolo venne uccisa pugnalata
dal marito durante il sonno. Nel ‘600 Ferdinando I, fra un
ricevimento e l’altro, approfittava di Cafaggiolo per dedicarsi alla
pesca in Sieve o alla caccia a Gagliano, non disdegnando una bella
passeggiata con moglie e figli a Panna. In quel periodo non era raro
vedere fanciulle e donne del popolo in compagnia di nobili “scatenate”
in grandi balli sul prato della Villa. In tempi più recenti, era il
maggio 1825, Cafaggiolo ha ospitato anche il Re e la Regina di Napoli.
Nel 1864 fu venduto ai principi Borghesi ai quali, probabilmente, si
devono molte modifiche come l’abbattimento di una torre ed il
riempimento dei fossati. Notevole, nel parco circostante, un sequoia
secolare portata, sembra, da Giovanni da Verrazzano dopo uno dei suoi
viaggi oltre oceano. (Per gruppi prenotati è possibile abbinare alla
visita degustazioni di prodotti tipici del Mugello, pranzi o cene,
anche in orari diversi da quelli di abituale apertura. Orario di
apertura al pubblico dal 15 aprile al 15 ottobre: mercoledì e
venerdì 14.30-18.30 - sabato e domenica 10-12.30 / 14.30-18.30 dal 16
ottobre al 14 aprile: sabato e domenica 10-12.30 / 14.30-18.30.) Ma
Cafaggiolo non è l’unico castello di Barberino. Bellissimo anche il
Castello di Barberino costruito nell’XI secolo dalla famiglia dei
Cattani di Cambiate da cui sembra derivare anche il nome del paese,
dovuto allo stemma di questa famiglia che raffigurava una testa umana
con tre barbe. Il castello, passato per tradimento nel 1351 sotto il
patronato dell’arcivescovo di Milano Giovanni Visconti, venne
distrutto l’anno seguente dalla Repubblica Fiorentina e poi
saccheggiato nuovamente nel 1364 dai Pisani. Attualmente di proprietà
privata e difficile da visitare, fu ricostruito nel XVII secolo dai
discendenti della famiglia Cattani e non ha purtroppo mantenuto
intatto alcun elemento dell’originale castello. In località Le
Maschere, sempre a Barberino, si trova il Castello di Villanova,
costruzione in stile neomedioevale edificata su parte dei ruderi di un
castello preesistente. Della costruzione originale rimangono una
torre, due porte (la principale dotata di scalinata in pietra) e
qualche tratto delle mura lungo il terrapieno ovoidale sul quale
sorgeva il fortilizio. L’edificio fu abbandonato a partire dalla
Seconda Guerra Mondiale. Il primo restauro della torre con la porta e
della scalinata è stato effettuato nel 1990 per evitarne il
deterioramento. L’immobile, il viale di cipressi che incornicia l’ingresso
e il parco sono stati oggetto di un notevole piano di recupero.
(Visitabile su prenotazione: 333 6433493) In località Galliano il
Palazzaccio testimonia il passato storico di Barberino. Antica
residenza della potente famiglia degli Ubaldini, scesi qui dall’Appennino
per conquistare il Mugello, il Palazzaccio ha assunto oggi la
fisionomia di una grande casa padronale; caratteristico il pozzo,
appena superata l’entrata, così come il cortile d’ingresso. Molto
bello anche il camino in pietra che si trova nella sala principale. Da
Galliano, in direzione di Sant’Agata (comune di Scarperia) si
raggiunge facilmente Villa Lo Sprocco. Un nome curioso per una villa
che ha sulle spalle oltre 500 anni di storia. Leggenda vuole che la
Villa, oggi proprietà privata, sia sempre stata baciata dal primo
raggio di sole e dall’ultima stilla di tramonto, come il primo
germoglio della vallata e da qui “sprocco”, che deriva dal
fiorentino antico germoglio. La prima costruzione risale al 1400,
furono Lorenzo e Giovanni de’ Medici a volerla per poi rivenderla
nel 1494, per 383 fiorini, alla famiglia Ducci. Dopo la morte di
Teresa Ducci la villa passò al figlio di lei, il nobile Roberto
Gherardi. Ancora un passaggio di proprietà fino a quando la ricevette
in eredità al Conte Sassoli de’ Bianchi, discendente dei Medici.
Inserita in un ampio parco caratterizzato da alberi, “Lo Sprocco”
conserva anche un raro esemplare di faggio rosso che si suppone abbia
450 anni. Si arriva quindi a SCARPERIA dove il trecentesco Palazzo dei
Vicari raccoglie sulla facciata le tracce del potere mediceo.
Costituito da un massiccio ed allungato corpo centrale, l’edificio
è sede di un prezioso archivio storico e ospita il Museo dei Ferri
Taglienti. In via Roma merita uno sguardo anche il Torrino, torrione d’angolo
di sud-ovest della cinta muraria eretta dal 1305 al 1370 dalla
Repubblica Fiorentina per difendere il Castello di Scarperia. Recenti
scavi hanno permesso il ritrovamento di un camminamento medievale.
(Informazioni tel. 055846253). Non lontano dal centro storico la
settecentesca Villa Il Palagio, circondata da un parco secolare nel
quale spicca l’abete della California. Vi hanno sostato personaggi
illustri come Giacomo Stuart re d’Inghilterra, Augusto II re di
Polonia e Francesco Lorena con la moglie Maria Teresa d’Austria. A
SAN PIERO A SIEVE si trovano altre evidenti tracce del passaggio della
famiglia Medici. Il Castello del Trebbio, ad esempio. Situato sul
poggio omonimo, un tempo sede del trivio romano voluto dal console
Caio Plamino nell’anno 187 a.C., in una pausa della campagna
militare contro i Liguri, il forte Ubaldino datato anno 100, fu
ristrutturato in abituro fortificato fra il 1427 e il 1431 dal
Michelozzo, su commissione di Cosimo dei Medici, capostipite della
famiglia granducale. Nella sua veste di villa-castello il trebbio
aveva una funzione agricola, in quanto al centro di una vasta
proprietà, e di residenza, soprattutto in occasione dele battute di
caccia. Vi dimorò Giovanni dalle Bande Nere con la moglie Maria
Salviati, Cosimo Duca di Firenze e vi soggiornò anche Amerigo
Vespucci. Il massiccio corpo quadrato, sovrastato da un’alta torre
merlata con base a scarpa, è circondato da cipressi secolari ed un
bel giardino all’italiana con ampie terrazzature ad orto ed un bel
pergolato su pilastri con mattoni a visita. Visite guidate la mattina
nei giorni di martedì, mercoledì, giovedì, venerdì solo per
gruppi. Info: tel. 0558458793. Nel cuore del paese si trova la
Fortezza di San Martino. Fu disegnata dall’architetto Bernardo
Buontalenti (ha progettato tra le altre cose la pianta della città di
Livorno) per volere del Granduca Cosimo I de’ Medici. La prima
pietra sembra sia stata posta nel 1569; in origine, entro il perimetro
irregolare delle mura, vi furono realizzate cisterne, sotterranei
abitabili, magazzini, fucine, mulini a vento, armerie e forni per
fondere cannoni visto ovviamente lo scopo difensivo e militare della
costruzione, punto strategico di notevole importanza. Merita una
passeggiata intorno alle mura, il panorama che si gode di lassù è
uno dei più belli della vallata. Uscendo da San Piero in direzione di
Scarperia si trova Villa Le Mozzete. Circondato da 20.000 metri
quadrati di giardino all’inglese con alberi secolari, l’edificio,
oggi proprietà privata, risalirebbe al 1300; fu poi ingrandito e
modificato dai Medici. Ed è probabilmente proprio ai Medici che si
deve il nome della villa: la costruzione originaria era costituita da
una torre di avvistamento che venne poi “mozzata” in seguito ad
una sconfitta militare. Successivamente la proprietà della villa, che
è andata ad assumere sempre più l’aspetto di una grande dimora di
campagna, passò ai Bardi, alla famiglia Rinuccini e poi ai Corsini,
attuali proprietari. Alle Mozzete non sono mancati ospiti illustri: il
5 settembre 1880, accolto dalla Marchesa Eleonora Rinuccini-Corsini,
vi sostò Vittorio Emanuele II che già conosceva “Le Mozzete”
dopo esservi fermato in occasione di alcune manovre militari. Anche
Umberto I ha dormito a San Piero, di ritorno da Panna sempre in
seguito ad alcuni interventi militari. Al suo interno, sobrio ed
elegante, si trovano il “salotto azzurro”, una bella sala da
pranzo ed una sala da ballo; completano il tutto un guardaroba ed una
Cappella che si affaccia su di un grande prato. Famosissimo è il “Cedro
delle Mozzete”, cedro del Libano catalogato come uno dei 100 alberi
più belli d’Italia. Quasi di fronte a Villa le Mozzete troviamo il
bivio per Bosco ai Frati, convento antico che, tradizione vuole, sia
stato donato dalla nobile famiglia degli Ubaldini a San Francesco d’Assisi
nel 1206. Nel 1420 fu acquistato da Cosimo de’ Medici. Chiesa e
convento furono riedificati su disegno di Michelozzo Michelozzi
(autore di Palazzo Medici-Riccardi a Firenze). Al suo interno conserva
un pregevole altare in legno intagliato, statue tardo rinascimentali
e, custodito nella “stanza dei Medici”, il famosissimo Crocifisso
ligneo di Donatello. Aperto tutti i giorni: per informazioni tel.
055848111. Da San Piero pochi chilometri ci separano da BORGO SAN
LORENZO. Il centro storico, con la caratteristica Via Malacoda,
racchiude le tracce delle mura trecentesce (Via San Martino, Porta
Fiorentina, Torre dell’Orologio); notevole il Palazzo dei Podestà
costruito nel XIII secolo, decorato con stemmi in pietra e ceramica.
La splendida Villa Pecori-Giraldi è una delle tappe dell’itinerario
Liberty, stile artistico che proprio a Borgo San Lorenzo ha trovato
uno dei massimi rappresentanti in Galileo Chini. Poco prima dell’abitato
di Luco notevole la Villa Frescobaldi a Corte, anticamente proprietà
dei Fontebuoni, circondata da un vasto parco di conifere. Prendendo la
Via Faentina, per Ronta, passata località Panicaglia si trova una
strada a sinistra che porta ad un altro prezioso edificio
ottocentesco, Villa di Striano con i suoi bellissimi loggiati, scale
esterne, grotte ed una stupenda limonaia. Ville dal passato importante
si trovano anche in comune di VICCHIO. La Villa di Casole dove
soggiornò più volte il Carducci, la Villa di Pesciola, antica sede
degli Ubaldini e la Villa di Campestri dove, nel 1147, sostò Sant’Antonino.
Ma Vicchio è famosa soprattutto per aver dato i natali al grande
pittore Giotto (la sua casa Natale si trova a Vespignano) e a Cimabue.
Sul torrente Ensa c’è il ponte di Ragnaia, meglio conosciuto come
Ponte di Cimabue dove, secondo la tradizione, il Maestro ebbe modo di
apprezzare le doti pittoriche del giovane Giotto. Le balze di Vicchio
segnano il naturale confine tra Mugello e Valdisieve e quindi Montagna
Fiorentina. Terra di confine il comune di DICOMANO sviluppatosi
intorno al vecchio borgo di Valfonda, un tempo luogo di mercato e di
scambio per la vicinanza con la Romagna. In località Frascole
notevoli scavi archeologici hanno riportato in luce resti di un grande
tempio etrusco e vari reperti. I boschi di castagno di SAN GODENZO
sono lo scenario per itinerari a stretto contatto con la natura. Nella
seconda metà del ‘700 i percorsi che portavano da Firenze in
Romagna e la gran parte delle strade di valico appenniniche erano
delle mulattiere; toponimi inquietanti come “prato dell’impiccato”
testimoniano della difficoltà dei viandanti ad attraversare queste
zone. Nel 1836, per volere del Granduca Leopoldo II, viene realizzata
la “rotabile” del Muraglione. Il nome deriva dal “muro a vela”
che venne fatto costruire sulla sommità del passo per riparare il
traffico dal vento. SEGUE A PAG. 12 A LONDA il borgo di epoca
medievale detto “Isola” fu costruito alla confluenza del torrente
Rincine con il fiume Moscia, fu cambiato successivamente in “L’Onda”,
fino all’attuale. Presenze etrusche sono testimoniate dalla
bellissima Stele di Londa del V secolo a.C. oggi conservata presso il
Museo Archeologico di Firenze. Il lago, bacino artificiale sulle acque
del Rincine, è punto di riferimento per manifestazioni
folcloristiche. Londa e San Godenzo sono due porte di accesso del
Parco Naturale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, A Castagno
d’Andrea il tema caratteristico del Centro Visita è la storia del
Falterona, il monte “sacro” che ha influenzato la vita delle
piccole comunità di questa zona. A Londa il Centro Visita è
incentrato sul paesaggio. Più a valle si arriva tra i vigneti del
Chianti RUFINA sui quali spicca la Villa Poggio Reale. Costruita nella
seconda metà del XVI secolo, sembra su disegno di Michelangelo.
Mantiene viva la tradizione architettonica rinascimentale, oggi è
sede del Museo della Vite e del Vino e dell’Enoteca del Chianti
Rufina. In località Selvapiana la villa omonima si sviluppa intorno
all’alta torre medievale; il tabernacolo è un esempio di
architettura minore del quattrocento; nel Medioevo fu luogo di
villeggiatura dei vescovi di Firenze. Un bellissimo esempio di
giardino all’italiana è custodito all’interno di Villa I Busini;
iscritta all’Albo delle dimore storiche, fu eretta dalla stessa
famiglia Busini nel XV secolo sul luogo di una torre medievale non
più esistente. In località Castiglioni il notevole Castello, posto
in posizione dominante la Valdisieve con le alte mura frammezzate da
torri, ha conservato la caratteristica di struttura fortificata. Alla
confluenza tra Sieve e Arno si trova PONTASSIEVE. Nella zona alta dell’abitato
è possibile individuare alcune parti della cinta muraria della quale
rimangono la Porta Fiorentina e la Porta Aretina. Fuori da questa si
è sviluppato il vecchio borgo che costeggiava la Sieve e giungeva al
Ponte Mediceo costruito, forse su progetto di Bartolomeo Ammannati,
nel 1555 per volere di Cosimo I dei Medici. Antiche Ville e Castelli
caratterizzano i dintorni di Pontassieve. E’ il caso del Castello di
Torre a Decima, imponente edificio di epoca medievale dove visse per
un certo periodo S. Maria Maddalena dei Pazzi. Qui sembra si sia siano
rifugiati i Pazzi dopo la fallita congiura contro i Medici. Nei
sotterranei del castello vaste cantine con botti di legno di rovere.
Non lontano il Castello del Trebbio (Santa Brigida) appartenuto alla
famiglia dei Pazzi, eretto nel XIII secolo. Nel 1465 Andrea del
Castagno ne dipinse la cappella. Secondo la tradizione nel castello
venne ordita la congiura che portò all’uccisione di Giuliano dei
Medici nel 1478. Tra le Ville spiccano la deliziosa Villa di
Pievvecchia caratterizzata da alcuni merli in facciata, la Villa Gondi
a Grignano, dimora dei Marchesi Gondi, circondata da un splendido
parco, Villa Le Fonti a Pagnolle (sulla strada che da Monteloro
conduce al Sasso), elegante edificio rinascimentale attribuito alla
scuola del Buontalenti; all’interno un elegante camino
quattrocentesco e un lavabo del ‘500. Straordinaria anche Villa
Martelli a Gricigliano (XV-XVI secolo), con nella facciata un elegante
loggiato che si apre su una lunga peschiera rettangolare sormontata da
un piccolo ponte che dà accesso al piazzale dove si trova una piccola
grotta rustica. In posizione più elevata PELAGO sorge intorno al
nucleo dell’antico Castello dei Conti Guidi del XI secolo. Notevole
la Chiesa di San Clemente nel cuore del centro storico, elevata a
pieve nel 1413. Nei dintorni il bellissimo Castello di Nipozzano,
feudo dei Conti Guidi, dall’XI secolo faceva parte di un sistema di
castelli che controllavano la confluenza di Arno e Sieve. Intorno al
castello il borgo, interessante esempio di aggregazione feudale, è
formato da numerosi annessi e casali rurali in pietra alberese che
conservano caratteri tardo medievale. A Ristonchi rimane il cassero
dell’omonimo castello citato fino dal 1081 e appartenuto al
Monastero di Vallombrosa. Ad Altomena il castello appartenuto ai Conti
Guidi è stato trasformato in una grande villa-fattoria, assorbendo
tutte le preesistenze medievali. Nel comune di Pelago si trova anche
Consuma, nota località turistico-climatica ricordata fin dall’antichità.
Nel sud della Montagna Fiorentina REGGELLO, nato come “mercatale”
all’incrocio di importanti vie di collegamento tra il Valdarno e
Firenze. Molto bello il centro storico con i loggiati seicenteschi ed
il Palazzo comunale. Nei dintorni la splendida Villa I Bonsi del ‘400,
ceduta ai frati del Carmine nel ‘600 e trasformata in convento,
tornata con la famiglia Budini Gattai alle sembianze di castello. All’interno
un antico frantoio, particolarmente suggestiva l’orciaia con
manufatti del XIX secolo. In località Pitiana Alta, la cui esistenza
è documentata dal 1039, si trova Villa Pitiana dalla bella facciata
monumentale. Sulla via Cassia il Castello di Sammezzano acquistato dal
Cavalier Ferdinando Ximenes, circondato da un parco secolare.
Splendida anche la Villa Medicea I Mandri che conserva la struttura
cinquecentesca originaria della casa; nel giardino interno un antico
ed ingegnoso sistema di irrigazione per tracimazione realizzato con
vasche in pietra serena. Nel comune di Reggello si trova l’Abbazia
di Vallombrosa. Giovanni Gualberto, fondatore dell’ordine, giungeva
a Vallombrosa nel 1036: il suo primo rifugio fu un faggio che, secondo
la tradizione, intrecciò i suoi rami per ripararlo. Inizia così la
lunga storia di questo sito religioso, oggi luogo di preghiera e
raccoglimento; la foresta di Vallombrosa è dichiarata riserva
naturale e si deve ai monaci la straordinaria ricchezza della
vegetazione, base fondamentale di studi forestali.
|
-
Discovering
Mugello and the Montagna Fiorentina
The Medici
Family,
its Historic Villas and Castles
The Medici family has its origins in Mugello. Legend has it that one
of their ancestors was a coal merchant who had a child that became a
doctor. Another legend states that in Mugello, at the time of
Charlemagne, there lived a giant by the name of Mugello and that he
was challenged and killed by a courageous knight called Averardo dei
Medici but before he died, he threw his club from which hung five iron
balls against his adversary leaving the imprint on his sheild of the
five balls which make up the Medici crest today. These, however, are
all legends. Historically speaking, we need to go back to 1201 in
order to find the name Chiarissimo Medici who was the son of a certain
Giambuono, member of the town council. In 1251, we find another
Medici, Giovanni who participated in the Lombard War. In 1291, Ardingo
dei Medici became a prior. With Giovanni di Bicci, son of Averardo (who
died of the plague in 1363), the Medici begin their rise to economic
and political power which will make them one of the richest and most
affluent Florentine families. Businessmen and wealthy bankers, the
Medici were also men of culture and patrons of art and literature.
They wished to make Mugello their calling card, a tangible and
immortal sign of their political power. Our itinerary begins in
Vaglia, the entranceway to Mugello for those coming from Florence. In
the town of Pratolino we find the Parco Mediceo di Villa Demidoff.
This splendid property was purchased in 1569 by Granduca Francesco I
de’ Medici who commissioned the building of the villa to Ferdinando
Buontalenti. Unfortunately, the villa was later destroyed by the
Lorena family who eventually sold the property to the Russian Prince
Demidoff. The inside of the park contains artificial grottos,
fountains and the majestic statue fountain called “L’Appennino”
a work of Giambologna. (The park is open from April thru October:
Thursday, Friday, Saturday and holidays from 10a.m-8p.m.; From April
to July closing time is 8:30p.m., October: 7p.m.. March: 10a.m.- 6p.m.
(Sunday and holidays only) For info call: 055/2760426 or 055/409427.)
Entering into the heart of Mugello we find Barberino. In the locality
of Cafaggiolo, not far from Bilancino Lake, we find one of the Medici
symbols per excellence, the Castello di Cafaggiolo. It was the first
important villa built by Michelozzo for the Medici. The castle was
originally characterized by two high towers connected by a drawbridge,
enclosure walls and moats was used as a country home by the Medici
family. The estate was a hunting reserve where several parties, balls
and receptions were held in honor of princes and popes. At the time of
Lorenzo the Magnificent, Luigi Pulci read his Morgante in the castle
rooms, Lorenzino wrote his plays and discussed philospphy with Pico
della Mirandola and Marsilio Ficino. Lorenzo, after the failed Pazzi
plot, sent his wife Clarice Orsini to the castle in the company of
Poliziano and his seven children. In April 1533, Caterina de’
Medici, arrived at the castle with the intention of receiving
Margherita d’Austria, future bride of Alessandro de’ Medici. Other
great partis were held in honor of Giovanna d’Austria, who was to
marry the grand duke Francesco, Bianca Cappello and Eleonora di Toledo
who, nfortunately, was stabbed to death by her husband in her room at
Cafaggiolo while she slept. In ‘600 Ferdinando I, between one party
and another, enjoyed fishing along the banks of the Sieve or hunting
in Gagliano as well as taking long walks in the countryside at nearby
Panna with his wife and children. During this time, it was not unusual
to find young girls and noblewomen dancing in the gardens of the
castle. More recently in May 1825, Cafaggiolo hosted the king and
queen of Naples. In 1864 it was sold to the Borghesi princes who,
probably, are responsible for torn down one of the towers and filled
in the moats. Of particular note in the surrounding park is a large
sequoia... SEGUE A PAG. 13 ...which was supposedly brought to Mugello
by Giovanni da Verrazzano after one of his many voyages on the other
side of the ocean. (Groups wishing to tour the castle can also sample
local products from Mugello, organize lunch or dinner parties
reserving in advance. Opening hours April 15 - October 15: Wednesday
and Friday from 2:30p.m.-6:30p.m./Saturday and Sunday 10a.m.-12:30
p.m./2:30p.m.-6:30p.m. From October 16 - April 14: Saturday and Sunday
10a.m.-12:30p.m./2:30p.m.-6:30p.m. Cafaggiolo is not the only castle
in Barberino. The Castello di Barberino is also noteworthy having been
built by the Cattani di Cambiate family in the 11th century. It would
seem as though the name of the town was taken from the castle since
the family crest shows a human head with three beards. The castle, due
to betrayal, passed into the hands of the Archbishop of Milan,
Giovanni Visconti in 1351, was destroyed by the Florentine Republic in
1364 and a year later was robbed again by the Pisans . It is now
private property and very difficult to visit. It was reconstructed in
the 17th century by the descendants of the Cattani family, however,
many of the original elements of the castle were not maintained. In
the locality of Le Maschere, in Barberino, we find the Castello di
Villanova, built in the Neomedieval style upon the ruins of a
pre-existing castle. The remains of the original building are a tower,
two doors and some walls which were part of the fortress. The building
was abandoned after the Second World War. The first restoration was
done in 1990 to avoid further deterioration. The castle is surrounded
by cypress trees. (The castle may be visited by calling 333/6433493.)
The Arno and Sieve rivers converge at the town of PONTASSIEVE. At the
highest point of the town, it is possible to see the remains of the
ancient city walls at two specific points, the Porta Fiorentina and
the Porta Aretina. Outside the walls the old town was built upon the
banks of the Sieve and included the bridge, Ponte Mediceo which is
thought to have been projected by Bartolomeo Ammannati in 1555 at the
request of Cosimo I dei Medici. The surrounding countryside is dotted
with many ancient villas and castles. The Castello di Torre a Decima,
is a majestic Medieval castle where S. Maria Maddalena dei Pazzi lived
for a period of time. Evidence suggests that the Pazzi family took
refuge in the castle after the failed attempt to overthrow the Medici.
The cellars of the castle are full of ancient oaks casks. Not far away
we find the Castello del Trebbio (Santa Brigida) a castle belonging to
the Pazzi family built in the 13th century. In 1465, Andrea del
Castagno painted the chapel. According to legend, the plot that
eventually led to the demise of Giuliano dei Medici in 1478 was
planned here. Amongst the most beautiful villas of the area are the
Villa di Pievvecchia which is characterized by merlons on the façade;
the Villa Gondi a Grignano, home of the Marchesi Gondi, surrounded by
a splendid park; Villa Le Fonti a Pagnolle (on the road from Monteloro
to Sasso), an elegant Renaissance structure attributed to the
Buontalenti school. The Villa Martelli at Gricigliano (15th–16th
century), is of particular note. An elegant loggia with a rectangular
pool containing goldfish opens onto a small footbridge leading to a
square where you will find a small grotto. Higher up we find the town
of PELAGO built on the land surrounding the ancient 11th century
castle, Castello dei Conti Guidi. Of particular note is the Chiesa di
San Clemente in the heart of the historic center. Closeby is the
beautiful Castello di Nipozzano, which belonged to the feudal estate
of Conti Guidi; during the 11th century it was part of a group of
castles which strategically controlled the converging Arno and Sieve
Rivers. The castle is an interesting example of the feudal system and
surrounding it are several rural stone homes of the late Medieval
period. At Ristonchi are the remains of a fort dating back to 1081
which belonged to the Vallombrosa Monastery. At Altomena the castle
that belonged to the Conti Guidi is now a large agricultural property
with a villa sweeping away all traces of its Medieval roots. Also in
the territory of Pelago, we find Consuma, a noted tourist area since
ancient times. In the south of the Montagna Fiorentina is REGGELLO,
originally an important trading center given its location at the
crossroads of Valdarno and Florence. Of particular note is the
historic center of the town with its 16th century loggias and the
Palazzo comunale, Town Hall. Nearby the splendid Villa I Bonsi, built
in the 14th century, donated to the Carmine Monks in the 16th century
when it became a monastery. When the property came into the hands of
the Budini Gattai family it was brought back to its original
appearance as a castle. The inside of the villa contains an ancient
olive press and a particularly interesting terra cotta jar from the
19th century. In the locality of Pitiana Alta, whose existence is
documented back to 1039, we find Villa Pitiana with its majestic
façade. On the Via Cassia, the Castello di Sammezzano purchased by
Cavalier Ferdinando Ximenes, is surrounded by a century old park. The
splendid Villa Medicea I Mandri preserves its 15th century original
structure; the inside gardens have an ingenious irrigation system with
stone tubs. Closeby in Reggello we find the Abbazia di Vallombrosa,
the Vallambrosa Monastery. Giovanni Gualberto, founder of the order,
arrived at Vallombrosa in 1036; his first refuge was beech tree that,
legend has it, embraced him with its branches in order to protect him.
Today the monastery is a place of retreat and prayer. The forest of
Vallembrosa is a natural reserve rich in vegetation thanks to the
monks who have cultivated it over the centuries.
|